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“Se il Parlamento non decide un rinvio da gennaio gli atti verranno pian piano rinotificati”: lo dice Ernesto Maria Ruffini a “Otto e Mezzo”su La7

Sono circa 12 milioni le cartelle ferme quest’anno, a cui si aggiungono altri 8-9 milioni di atti da riscossione e a cui si aggiungono altri 10 milioni di atti delle Entrate cioè gli accertamenti e gli avvisi vari. Sono una montagna”: lo dice il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, intervenendo nella trasmissione “Otto e Mezzo” di La7 andata in onda il 10 dicembre scorso.

La conduttrice Lilli Gruber cerca di fare luce sul tema scottante della ripresa della riscossione e degli atti del fisco focalizzandosi sulla scadenza della sospensione, del 31 dicembre 2020, per la notifica delle cartelle esattoriali. I dati di cui parla Ruffini sono a dir poco allarmanti e in assenza di un intervento del Governo questa enorme mole di atti ripartirà dal 1°gennaio 2021 senza fare sconti a nessuno perché, ad oggi,  non si è in grado di applicare dei criteri per selezionare i contribuenti in grado o meno di far fronte agli oneri fiscali.

La stessa Agenzia dell’Entrate Riscossione richiama all’attenzione i contribuenti  sottolineando come il  Decreto Ristori Quater non sia intervenuto  con alcuna ulteriore proroga a posticipare l’attuale scadenza del blocco del 31 dicembre circa l’attività di notifica delle cartelle in scadenza nel 2020 e delle nuove cartelle del 2021. Quindi con l’anno nuovo, ormai alle porte, ripartiranno i pagamenti di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della Riscossione, in scadenza dall’8 marzo al 31 dicembre 2020, che dovranno essere effettuati entro il 31 gennaio 2021,ossia entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione. Ripartiranno anche le attività di notifica di nuove cartelle e di tutti gli altri atti di riscossione.

Nonostante la tregua, resasi necessaria a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, resta il fatto che dal 2021 si abbatterà  una valanga di atti del Fisco sui contribuenti italiani che sono e saranno fortemente  impreparati ad affrontare questo dato di fatto. La pressione psicologica su imprenditori e cittadini, che si vedranno impossibilitati a riprendere i pagamenti, rischia di trasformarsi in un boomerang se il Governo e il Parlamento non interverranno a modificare le norme vigenti perché è ovvio, e lo si dice da diversi mesi, che in pochi riusciranno a regolarizzare i pagamenti.

Secondo quanto argomenta Ruffini solo il Parlamento potrà intervenire per modificare lo stato dei fatti. Ma la riflessione che sorge spontanea è che tutto tace al momento. E persino una nuova ulteriore proroga, comunque richiesta e desiderata, non potrà risolvere il problema della ripresa della riscossione perché è ormai chiaro a tutti che la politica del rinvio non funziona.

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