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Pace Fiscale

Nessun rinvio della Riscossione: dal 1°marzo sono ripartite le notifiche di cartelle e degli atti fiscali

a cura di
Ufficio Stampa Millennium & Partners
,
pubblicato in data
2.3.2021

In considerazione del protrarsi dell’emergenza epidemiologica, il MEF ha anticipato con un comunicato stampa del 27 febbraio scorso, la notizia dell’emanazione del provvedimento che dispone il differimento, a data ancora da definire, del termine di versamento delle rate 2020 di rottamazione ter e saldo e stralcio e della prima rata 2021 in scadenza il 1° marzo. Di conseguenza i pagamenti, anche se non effettuati entro il 1° marzo 2021, saranno considerati tempestivi, purché effettuati entro i termini del differimento che sarà disposto a breve.

In attesa della comunicazione della nuova data di scadenza, visto che è in corso di redazione il provvedimento che rinvierà il termine del 1° marzo 2021 stabilito dal Decreto Ristori (D.L.n 137/2020), i contribuenti che non hanno ancora pagato le rate della pace fiscale potranno usufruire di un ulteriore lasso di tempo per non decadere dai benefici delle definizioni agevolate.

 

Cartelle esattoriali:terminato il periodo di sospensione. Dal 1° marzo sono ripartite notifiche, avvisi e pignoramenti

A differenza della proroga annunciata dal MEF per la rottamazione ter ed il saldo e stralcio, non è trapelata nessuna notizia certa per quanto riguarda le cartelle esattoriali e gli altri atti della riscossione. Dal 1° marzo, in assenza di un provvedimento attuativo, sono ripartite notifiche, pagamenti e pignoramenti. Possibili novità potrebbero essere contenute nel prossimo Decreto Sostegno.

Le uniche anticipazioni riguarderebbero l’ipotesi di una nuova proroga legata al termine dello stato di emergenza Covid-19, ossia al 30 aprile 2021; di uno scaglionamento degli invii spalmati in due anni e di un allungamento dei tempi di prescrizione; e di una nuova pace fiscale che contemplerebbe la rottamazione quater delle cartelle e il saldo e stralcio dei debiti fino a 5.000 euro.

Ma in attesa dei prossimi interventi normativi, dal 1° marzo si è rimessa in moto la macchina del Fisco. La prima scadenza è quella del 31 marzo per il pagamento delle somme sospese dallo scorso 8 marzo (dal 21 febbraio per i soggetti con residenza, sede legale o operativa nei Comuni della “zona rossa”). Sono ripartite le notifiche di cartelle e avvisi esecutivi, le attività di pignoramenti presso terzi su stipendi e pensioni nonché le verifiche per i pagamenti da parte delle PA superiori a 5.000 euro.

Si tratta degli ormai noti 50 milioni di atti (34 milioni di cartelle esattoriali e 16 milioni di avvisi di Agenzia delle Entrate) che giacciono nel magazzino fiscale e che preoccupano i contribuenti che non sono per niente rassicurati dalla dilazione degli invii e da un probabile taglio di sanzioni e interessi. La tarantella di rinvii e di proroghe annunciate in extremis ha stancato ormai tutti. Senza interventi strutturali e decisivi nessun salvagente potrà salvare dal mare in tempesta.

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