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Il Ristori Quater non modifica i termini di sospensione dell’attività della riscossione: ADER pubblica Vademecum e Faq

a cura di
Ufficio Stampa Millennium & Partners
,
pubblicato in data
9.12.2020

ADER pubblica il 2 dicembre 2020, in una apposita sezione del suo sito internet, una sorta di vademecum per riassumere cosa cambia e cosa rimane inalterato con il decreto Ristori Quater. Emergono novità e conferme dei provvedimenti normativi in materia di riscossione emanati a partire dal Decreto Cura Italia fino ad arrivare al Decreto Ristori Quater. Inoltre ulteriori chiarimenti sono stati aggiornati e pubblicati il 4 dicembre, nel sito di ADER, nella sezione delle domande frequenti (FAQ).

Definizione agevolata

La novità più rilevante è, senza ombra di dubbio, la proroga  al 1° marzo 2021 delle rate della Rottamazione Ter, del Saldo e Stralcio e della Definizione agevolata delle risorse UE che risultino in regola con il pagamento delle rate del 2019.  Per costoro il mancato, insufficiente e tardivo pagamento delle rate in scadenza nel 2020 non implica la perdita dei benefici della definizione agevolata purché vengano integralmente versate entro il 1° marzo 2021. Data che coincide con la prima delle rate dovute nel 2021.

Per le rate in scadenza nel 2020 il termine di pagamento è tassativo e non prevede i 5 giorni di lieve adempimento che invece sono confermati per le rate del 2021. Per effettuare i pagamenti delle rate del 2020 sarà possibile utilizzare i bollettini di cui si è già in possesso anche se il pagamento avverrà in giorni differenti rispetto alla scadenza delle rate. Il provvedimento, secondo gli ultimi dati resi noti da Agenzia delle Entrate Riscossione, interessa circa 1,2 milioni di contribuenti. Dato questo che ci fa capire l’entità del problema in cui versano tantissimi italiani che dovranno fare i conti con la scadenza di marzo che non è poi così lontana.

Rateizzazioni

Un’altra novità riguarda l’istituto della rateizzazione. Entro il 31 dicembre 2021, sia ai contribuenti decaduti dai piani di rateizzazione prima della sospensione dell’attività di riscossione prevista dal decreto Cura Italia, sia ai decaduti dai benefici della “prima Rottamazione” (DL n. 193/2016) e della Rottamazione bis (DL n. 148/2017) è concessa la possibilità di richiedere un nuovo piano di rientro senza dover saldare le rate scadute in unica soluzione.  

Sempre per chi presenta domanda entro la fine del 2021 viene elevata da 60 mila a 100 mila la soglia per ottenere la rateizzazionesenza l’obbligo per il contribuente di dimostrarecon apposita documentazione la situazione di difficoltà. Per i piani presentati dall’entrata in vigore del Ristori Quater la perdita del beneficio avverrà  solo con l’omissione di pagamento di 10 rate, anche non consecutive, anziché 5 rate come era previsto dalle regole ordinarie.

Fatta la richiesta della rateizzazione, per le procedure esecutive già avviate ne viene disposta l’estinzione dopo il pagamento della prima rata del nuovo piano di dilazione concesso, a condizione che non si sia ancora tenuto l’incanto con esito positivo o non sia stata presentata istanza di assegnazione, ossia il terzo non abbia reso dichiarazione positiva o non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Restano fermi al 31 dicembre i termini di sospensione dell’attività di Riscossione

L’Agenzia delle Entrate Riscossione richiama i contribuenti a fare attenzione perché il decreto Ristori Quater non ha apportato modifiche ai termini di sospensione delle attività di riscossione già stabiliti dal DL n. 129/2020. Nessuna ulteriore proroga viene concessa, per cui resta fissato al 31 dicembre 2020 la sospensione dei pagamenti delle entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento in scadenza dall’8 marzo 2020 (o dal 21 febbraio per i soggetti con residenza, sede legale e sede operativa nei comuni della “zona rossa”) che dovranno essere versati entro il 31 gennaio 2021.

Sospese anche solo sino al 31 dicembre 2020 le notifiche di nuove cartelle esattoriali e degli altri atti di riscossione, compresi gli obblighi dei pignoramenti presso terzi effettuati prima del 19/05/2020 (data dell’entrata in vigore del Decreto Rilancio) su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro e impiego, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilati.

I pagamenti oggetto di proroga che riguardano sia le cartelle esattoriali notificate prima del periodo di sospensione e scadute nel 2020 e sia i piani di rateizzazione in corso con rate in scadenza nel 2020 dovranno essere versati entro il 31 gennaio 2021. L’agevolazione per le cartelle scadute è che non dovranno necessariamente essere pagate in un’unica soluzione ma che si potrà richiedere una rateizzazione che sarà opportuno presentare entro il 31 gennaio 2021 per non incorrere nell’attivazione di procedure esecutive.

Per coloro che hanno dei piani di rateazione in corso sospesi sino a fine anno l’unica agevolazione prevista è l’estensione da 5 a 10 del numero delle rate che, se non versate, comportano la decadenza dal beneficio della dilazione.

Riflessioni

In definitiva se il decreto Ristori Quater è intervenuto con nuovi provvedimenti normativi a disciplinare la proroga al 1° marzo 2021 della definizione agevolata e le nuove regole di accesso alla rateizzazione per coloro che presenteranno richiesta entro il 31 dicembre 2021, non si è espresso sulla eventuale ulteriore sospensione dei termini di ripresa dell’attività dell’Agente della Riscossione.

Ne consegue che rimane inalterata la data del 31 dicembre 2020,con la ripresa delle notifiche e delle rate a partire dal 2021. Scadenza questa che i contribuenti dovranno tenere monitorata e rispettare se vorranno gestire i rapporti con il Concessionario della Riscossione.

Il problema vero è che, nel periodo attuale, i contribuenti non riescono a guardare al domani presi come sono a barcamenarsi in un presente connotato da forti incertezze a causa della mancanza di liquidità che impedisce una qualsivoglia proiezione futura. Da parte dell’esecutivo c’è urgente bisogno di interventi più incisivi per fronteggiare l’emergenza. Se non verranno adottate misure più drastiche, come quelle di un condono, andremo incontro alla chiusura di moltissime aziende e attività che saranno travolte dalla crisi innescata dalla pandemia.

Le proroghe sono solo un modo per rinviare il problema ma non possono essere la soluzione. È un po’ come ostinarsi a curare i sintomi di una malattia trascurandone la cause e non preoccupandosi delle conseguenze.

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