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Pace Fiscale

Il decreto riscossione modifica il calendario del fisco ma confonde i contribuenti.

Sospesi fino al 31 dicembre 2020 versamenti, notifiche e procedure dal Decreto Riscossione (D.L n.129/2020) mala proroga non riguarda tutte le cartelle esattoriali perché il rinvio delle notifiche di 12 mesi interessa solo quelle trasmesse dall’Agente della Riscossione dall’8 marzo al 31 dicembre 2020 a condizione però che non rientrino tra quelle interessate nella proroga dell’art. 157,comma 3 del Decreto Rilancio che viene lasciata valida.

Infatti il nuovo decreto fiscale, in vigore dal 21 ottobre 2020, non interviene ad apportare modifiche già contemplate dal Decreto Rilancio che ha stabilito la proroga al 31 dicembre 2022 del termine di notifica di alcune cartelle in scadenza entro fine 2021. Tra queste la proroga di 1 anno dei termini di decadenza per la notifica delle cartelle che riguardano la liquidazione automatica (art.36-bis, D.P.R.  n.600/1973 e 54-bis D.P.R.  n.633/1972) delle dichiarazioni presentate nel 2018, delle somme dovute in relazione alle dichiarazioni presentate dai sostituti d’imposta nell’anno 2017 e delle somme derivanti dai controlli formali (art. 36-ter, D.P.R.  n. 600/1973)attinenti alle dichiarazioni presentate nel 2017. Per le cartelle relative ai controlli formali sulle dichiarazioni presentate nel 2018 il rinvio slitta alla fine del 2023.

In sostanza otterranno il rinvio solo ed esclusivamente i contribuenti che hanno cartelle esattoriali non pagate relative al periodo di sospensione imposta dal Governo. Le cattive notizie non finiscono qui perché il D. Lgs. 159/2015 prevede che durante il periodo di sospensione dal’8 marzo al 31 dicembre 2020 vengano prorogati anche i termini di prescrizione e decadenza . Di conseguenza le cartelle in scadenza nel 2020 rimarranno valide fino alla fine del 2022 e sono prorogati di 12 mesi anche i termini di decadenza e prescrizione di quelle in scadenza nell’anno  2021.  

Ma occorre fare attenzione perché alcune tipologie di cartelle esattoriali, anche se in via di scadenza e prescrizione, non beneficeranno di nessun rinvio introdotto dal Decreto Riscossione. Si tratta di quelle relative a IMU, TARI, bollo auto, e altre entrate patrimoniali come i contributi previdenziali o le rette scolastiche.  Per queste cartelle interviene unicamente una proroga di 12 mesi ma solo per i termini di prescrizione e decadenza a fine 2021 e ai carichi affidati al concessionario della riscossione nel periodo di sospensione.

In conclusione districarsi tra le varie disposizioni in materia di riscossione e di differimento e proroga dei termini richiede una capacità interpretativa non indifferente. Molta la confusione dei contribuenti e a volte degli addetti ai lavori in materia tributaria, a causa dei numerosi decreti che si sono succeduti nel tempo.  

Il Decreto Riscossione ha concesso sicuramente un paio di mesi di tregua a cittadini e imprese masi è connotato come un intervento di pura e sola tolleranza fiscale che posticipa il problema della ripresa dei versamenti di tasse e tributi, cartelle esattoriali, piani di rateazione e definizione agevolata, senza però affrontarla in maniera incisiva. L’eccessivo appesantimento dei carichi fiscali,accumulatisi nell’arco temporale della sospensione da Covid-19, rischia di travolgere i contribuenti proprio per la mancanza di liquidità dovuta alla chiusura delle attività e alla sospensione delle prestazioni lavorative avvenute per rispettare i vari decreti e le misure emergenziali messe in campo dal Governo.  

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