Loading...
Pace Fiscale

Il decreto-ponte approvato il 14 gennaio 2021 concede tempo al Governo per l’approvazione della rottamazione quater

a cura di
Ufficio Stampa Millennium & Partners
,
pubblicato in data
19.1.2021

A causa del perdurare dell’emergenza epidemiologica, il Consiglio dei Ministri, nella tarda serata del 14 gennaio scorso si vede obbligato a rinviare ulteriormente fino al 31 gennaio 2021 i termini per la ripresa dell’invio di cartelle esattoriali e avvisi di accertamento. La notifica però potrebbe avvenire a tra il 1°febbraio 2021 e il 31 gennaio 2022.

Il Dl 3/2021 dispone lo stesso breve rinvio per i versamenti derivanti da cartelle già in corso di pagamento. Anche in questo caso si assiste allo slittamento di un mese con l’obbligo di versamento delle somme dovute entro la fine di febbraio 2021.

Prorogato fino 31 gennaio 2021 anche il divieto di pignoramenti di stipendi e pensioni ed altre indennità. Anche se in tale periodo, precisa una nota del Governo:“ restano acquisiti, per quanto attiene ai versamenti eventualmente eseguiti nello stesso periodo, gli interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive già corrisposti”e “restano fermi gli accantonamenti effettuati e restano definitivamente acquisite e non rimborsate le somme accreditate”.

Fino al 31 gennaio le Pubbliche Amministrazioni devono effettuare i pagamenti a favore dei beneficiari senza effettuare verifiche sulla esistenza di ruoli non pagati fino a 5 mila euro prima di saldare quanto dovuto ai fornitori.

Il decreto dispone inoltre il rinvio della digital tax, ossia l’imposta sui servizi digitali per il 2020 che viene prorogata dal 16 febbraio al 16 marzo 2021, mentre il termine per la presentazione della prima dichiarazione slitta dal 31 marzo al 30 aprile 2021.

Senza questo decreto- ponte lunedì 18 gennaio gli uffici della riscossione avrebbero ripreso regolarmente la loro attività di notifica delle cartelle e degli atti rimasti sospesi dall’8 marzo 2020 (21 febbraio per chi ha residenza, sede operativa o sede legale nei comuni della prima zona rossa) a causa degli interventi legislativi che si sono susseguiti fino ad oggi.

In definitiva il provvedimento interviene a regolamentare il problema degli atti che sono sospesi ma non si preoccupa di trovare una soluzione per tutti gli atti che sono in corso di pagamento, fatta eccezione per le cartelle esattoriali già in corso di pagamento per le quali vale il rinvio al 31 gennaio. Per tutte le altre situazioni di pagamento incorso la soluzione più opportuna potrebbe essere quella di consentire un lasso di tempo più lungo di quello attuale per effettuare i pagamenti rateali.

 

Interventi in due fasi per la riscossione: dopo la mini-proroga la rottamazione

In buona sostanza gli interventi in materia di riscossione si svolgerebbero in due tempi. Una prima fase è data dal decreto-ponte che ha la duplice funzione di concedere ai contribuenti un pò di respiro prima della notifica degli atti fiscali e permettere all’Esecutivo di organizzarsi per evitare problemi di ordine pubblico derivanti da code interminabili e assembramenti dei contribuenti presso gli sportelli di Agenzia delle Entrate Riscossione.

La seconda fase dovrebbe invece mettere in campo tutta una serie di misure di definizione agevolate con cui alleggerire la pressione su cittadini e imprese fortemente provati dalla crisi economica e che dovrebbero essere contenute nel decreto Ristori 5.  Si lavora aduna riedizione del saldo e stralcio perle cartelle dagli importi più piccoli e alla rottamazione quater,che dovrebbe riguardare i ruoli relativi al 2018 e 2019, per consentire ai contribuenti di saldare il conto senza sanzioni e interessi di mora.

Ma all’interno del dibattito politico gli intoppi da superare sono di diversa natura. Per quanto riguarda le cartelle esattoriali occorrerà capire come gestire e smaltire tutto l’arretrato sospeso nel 2020. Infatti nella nuova sanatoria potrebbero rientrare anche carichi iscritti a ruolo di anni precedenti che fanno parte dei 34 milioni di cartelle sospese, a causa della pandemia da Covid-19, lo scorso anno.

Inoltre, essendo state congelatele notifiche, non è ancora chiaro come i contribuenti potranno venire a conoscenza dell’intero importo dovuto all’Agente della Riscossione e, non ultimo, non è chiaro quali saranno i soggetti ammessi alla nuova definizione agevolata che dovrà comunque fare i conti con la rottamazione ter. Il rischio più grande è che si vada a invalidare l’incasso derivante dalle rate scadute nel 2020 della precedente rottamazione e previsto in arrivo entro il 1° marzo 2021.

I nodi da sciogliere non sono di certo pochi e il decreto-ponte servirà proprio a guadagnare il tempo necessario per sbrogliare la matassa. Si tratta di una corsa contro il tempo. Ci auguriamo che la crisi di governo in atto non vada a inficiare o rallentare i lavori dell’Esecutivo perché gli italiani non hanno più tempo da sprecare.

Se sei interessato alle novità della Transazione Fiscale 2021, leggi qui

Sei un imprenditore o un professionista? Se non lo hai ancora fatto verifica la tua situazione debitoria attraverso il nostro check up gratuito.
Chiedi informazioni al nostro numero verde oppure compila il form in basso, verrai ricontattato da un nostro consulente entro 24 ore.
VAI AL FORM DI CONTATTO
Codividi questo articolo:

Richiedi ora la tua consulenza gratuita.
Verrai ricontattato entro 24 ore.

Grazie! il messaggio è stato correttamente inoltrato, e un nostro incaricato vi contatterà a breve.
Oops! C'e qualche problema con i dati inseriti. Si prega di correggere e inviare di nuovo.