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Pace Fiscale

I dati del flop delle rottamazioni dei ruoli sono contenuti nella relazione sul rendiconto generale dello stato 2019, della corte dei conti.

Nelle previsioni, a dir poco trionfalistiche del Governo, le cinque sanatorie di definizione agevolata avrebbero dovuto consentire allo Stato di incassare risorse importanti e ai contribuenti  di chiudere con il fisco, al netto di sanzioni, interessi e compensi di riscossione,una volta per tutte ma tali ipotesi si sono infrante e sono state smentite dalla realtà dei fatti. Oltre il 50% degli importi dovuti, in seguito all’adesione alle varie tipologie di sanatorie agevolate dei carichi a ruolo, risultano omessi.  La relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2019, della Corte dei Conti non lascia dubbi in merito e le tavole pubblicate da pag. 128 a pag.129 riportano dati a dir poco fallimentari.

Per quanto riguarda la prima rottamazione (D.L. 193/2016) il numero dei contribuenti che hanno presentato istanza di adesione è di 1.477.767, e  avrebbero dovuto versare 17,7 mld a fronte di 31,2 mld di debito con il fisco. Ma di fatto, come risulta nella Tavola 2.88, sono stati pagati nei termini previsti dalla legge solo 8,3mld mentre 9,5 mld sono risultati come omesso pagamento.

Per la Rottamazione-bis (D. L. 148/2017) il numero dei contribuenti che hanno aderito è di 813.557 e avrebbero dovuto versare circa 8,5 mld a fronte di un debito di 14,1 mld ma in realtà, come riportato nella Tavola 2.89, nelle casse del fisco su 4 mld che dovevano entrare nel 2018 ne sono stati pagati solo la metà e fino alla fine del 2019 gli omessi pagamenti ammonteranno a 5,5 mld.  

Alla Rottamazione-ter  (D.L. 119/2018) hanno aderito 1.434.991 contribuenti. Anche in questo caso, come riportato nella Tavola 2.90, dell’incasso previsto di 26,3 mld a fronte di 43,5 mld di debito originario nel 2019 l’introito è stato di 2,9 mld, le rate da riscuotere ammontano a circa 8,6 mld e alla fine l’omesso pagamento ammonterà a 14,7 mld.  

Persino il saldo e stralcio (Legge 145/2018), a cui hanno aderito 385.177 contribuenti, disattende alle previsioni di introito. Come riporta la Tavola 2.91, dell’1,2mld a fronte di 9,3 mld di debito iniziale nel 2019 sono stati riscossi solo 0,03 mld, risultano da riscuotere quasi 0,05 mld e l’omesso versamento previsto dalla Corte dei Conti è di 480 milioni (ca. 0,5 mld).

Dai dati appena evidenziati è chiaro ed inequivocabile che la rottamazione dei ruoli, finalizzata allo smaltimento del magazzino dei crediti iscritti a ruolo non ha inciso in maniera significativa disattendendo le attese del Governo.  Anche se la Rottamazione Ter e il saldo e stralcio sono ancora aperte lo scenario non cambia perché anche quest’ultime rimarcano già percentuali di insolvenza cospicue.  Sicuramente molti di coloro che hanno aderito all’ultima definizione agevolata hanno approfittato della sanatoria, sapendo di non avere alcuna possibilità economica di onorare il debito, solo  per prendere tempo e mettersi al riparo da possibili azioni esecutive da parte dell’Agente della Riscossione. Ma è altrettanto vero che la dilazione delle rate distribuite in soli cinque anni sia oggettivamente insostenibile per i contribuenti a corto di liquidità e la sospensione della riscossione a causa della pandemia da Covid-19 aggraverà ulteriormente la situazione perché in tanti, se non tutti, non saranno in grado di versare entro il 10 dicembre 2020 le rate arretrate che si sono accumulate.  

L’esigua incidenza dei provvedimenti di rottamazione dei ruoli è dovuta anche all’anomala natura dell’ammontare dei  crediti da recuperare caratterizzato da debiti che si sono accumulati dal 2000 in poi e che in alta percentuale sono difficilmente riscuotibili.  A rendere ulteriormente complessa l’operatività dell’Agente della Riscossione è che ogni anno differenti enti, caratterizzati da diverse regole di riscossione coattiva,gli affidano i crediti da recuperare e tale eterogeneità rende di fatto impossibile al concessionario svolgere con rapidità e con successo le procedure di riscossione.

Un dato di fatto preoccupante è che gli omessi pagamenti , rendendo inefficaci le definizioni agevolate, fanno ritornare i crediti a ruolo nel magazzino fiscale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione che è ormai fuori controllo a causa anche della inesigibilità di buona parte dei debiti arretrati. Tra l’altro l’accumulo dei vecchi debiti fiscali,non essendoci nel nostro Paese una prassi di cancellazione dei debiti inesigibili, rappresenta un grosso problema per l’Italia in quanto ha assunto dimensioni con coerenti con gli standard europei.

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