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Pace Fiscale

Attese deluse sul rinvio delle scadenze fiscali e della pace fiscale che potrebbero rientrare nel prossimo decreto ristori quater

a cura di
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pubblicato in data
22.11.2020

Nelle nottata del 20 novembre 2020 il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Ristori Ter che nelle aspettative di tutti avrebbe dovuto pronunciarsi anche sulla proroga delle scadenze fiscali e della pace fiscale. Infatti il decreto non contiene disposizioni di rinvio della presentazione della dichiarazione dei redditi e Irap in scadenza il 30 novembre e neppure dei versamenti degli acconti d’imposta. Nessuno slittamento oltre il 10 dicembre dei versamenti delle rate sospese della Rottamazione Ter e del Saldo e Stralcio. Eppure alla vigilia dell’approvazione del terzo decreto Ristori le attese e le speranze erano state tante ma tutte puntualmente deluse.

L’ipotesi è che per avere novità sulle prossime misure di intervento in campo fiscale e contributivo dovremo aspettare l’approvazione del Decreto Ristori Quater prevista per settimana prossima. Il Parlamento voterà giovedì 26 novembre una ulteriore richiesta di scostamento di Bilancio che dovrebbe aggirarsi intorno agli 8 miliardi e che dovranno servire a finanziare una serie di misure fiscali per fronteggiare il rinvio delle dichiarazioni dei redditi; degli acconti Irap, Ires e Irpef; dei contributi previdenziali  e delle ritenute fiscali sui dipendenti di dicembre e dell’acconto Iva di fine anno.  

Nel pacchetto fiscale dei rinvii dovrebbe essere inclusa la pace fiscale la cui scadenza resta ad oggi ancora fissata al termine del 10 dicembre, come stabilito dal Decreto Rilancio. Di certo la data del 10 dicembre 2020 è quella che preoccupa tutti i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione Ter e al Saldo e Stralcio in quanto solo l’intero versamento delle rate non pagate nel 2020 permetterà loro di non decadere dai benefici delle definizioni agevolate. Il rischio più grande è ritrovarsi con il debito originario nuovamente iscritto a ruolo divenendo facile  bersaglio di azioni esecutive e coattive di recupero da parte dell’Agente della Riscossione.

Se il Governo non interverrà in maniera tempestiva ci saranno gravi ripercussioni sul tessuto produttivo e imprenditoriale italiano che sta vivendo una recessione economica senza precedenti. Sicuramente la prospettiva di un nuovo rinvio dei versamenti darà una boccata d’ossigeno ai contribuenti che hanno aderito alle definizioni agevolate e che avranno la capacità economica  di effettuare i versamenti delle rate scadute, ma siamo sicuri che sarà sufficiente per tutti?  La risposta è no. In tanti hanno già gettato la spugna e sono tormentati al solo pensiero delle conseguenze. Anche perché se non si lavora non si produce reddito per pagare tasse, cartelle esattoriali e piani di dilazione rateali.

La sospensione della riscossione avvenuta in concomitanza con lo stato di emergenza epidemiologica che ha paralizzato le attività produttive e lavorative nel nostro Paese, con tutte le progressive restrizioni, i coprifuoco e i lockdown, ha aggravato la condizione dei contribuenti che sono ormai a corto di liquidità e in tanti, se non tutti, non saranno in grado di versare le rate arretrate che si sono accumulate a partire dall’8marzo di quest’anno.

Come al solito siamo nelle mani di chi governa, seduti tutti su una comoda poltrona e dietro delle confortevoli scrivanie. Non ci resta che sperare che le attese deluse vengano tenute in considerazione e che le nuove misure che verranno adottate per la proroga delle scadenze fiscali non si configurino come intervento di sola “tolleranza fiscale”, senza tener conto del disagio sociale ed economico del tessuto produttivo italiano che versa in condizioni di forte e pericolosa sofferenza.

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