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Pace Fiscale

Ancora caos su cartelle esattoriali e atti fiscali: non è chiaro se ci sarà una ulteriore proroga.

a cura di
Ufficio Stampa Millennium & Partners
,
pubblicato in data
29.1.2021

Dopo la proroga ponte, contenuta nel decreto n.3/2020 del 14 gennaio scorso, che ha prolungato la sospensione delle attività di notifica e pagamento delle cartelle esattoriali fino al 31 gennaio 2021, è quanto mai urgente predisporre un nuovo pacchetto di misure in tema di riscossione. Il Ministro Gualtieri intervistato nel corso del convegno di Telefisco del 28 gennaio 2021 non si esprime sui tempi e le modalità di intervento in merito.

Non parla di un nuovo rinvio generalizzato della ripresa delle attività della riscossione ma annuncia solo che si sta lavorando ad uno scaglionamento degli invii degli atti fiscali (cartelle e atti di accertamento) per diluirli in un arco temporale più lungo, al fine di allentare la pressione sui contribuenti ed evitare l’affollamento negli uffici. L’invio potrebbe essere spalmato su due anni con un taglio di sanzioni e interessi per chi è in possesso di determinati requisiti. Si prevede uno scaglionamento di due anni molto probabilmente anche per dare tempo all’amministrazione finanziaria di non decadere dall’azione di ricupero ed esporsi al rischio di illecito.

Il Ministro ha aggiunto inoltre: “pensiamo a una riduzione degli importi di alcuni atti delle entrate per i soggetti che abbiano subito un calo di fatturato per effetto della pandemia”. Si delinea  quindi un alleggerimento degli atti fiscali (avvisi bonari) per chi ha registrato cali di fatturato cospicui su una base annuale. Ma non è chiaro se tale provvedimento riguarderà unicamente le partite IVA, visto che si parla di calo fatturato, e non tutti i contribuenti. Così come non è chiaro se la riduzione degli importi sarà di sola competenza degli atti di Agenzia delle Entrate.

C’è anche un’altra novità annunciata da Gualtieri,ossia la possibilità di compensare il proprio debito fiscale con un eventuale ristoro. Ma anche su questo tema siamo in attesa di approfondimenti. Maggiori informazioni potrebbero pervenire dal Consiglio dei Ministri che si terrà oggi, 29 gennaio.

Come ormai di prassi dobbiamo fare i conti con l’indeterminatezza della politica. L’unica cosa certa è che la scadenza del 1°febbraio è alle porte e migliaia di contribuenti e imprese vivono con forte apprensione la ripresa della riscossione e degli atti di accertamento. L’incertezza legislativa e la poca chiarezza degli esponenti del Governo nel corso dei loro interventi pubblici finiranno per alimentare il malessere sociale fino al punto di non ritorno.

Eppure ci chiediamo tutti: è cosi difficile prendere delle decisioni su problematiche, come quelle della riscossione, che si sono rivelate a carattere di urgenza sin dell’inizio della pandemia? Sin da principio i contribuenti hanno potuto usufruire della politica del rinvio che ha concesso loro di prendere solo tempo senza che venissero prese soluzioni più incisive e risolutive come quelle di un condono ma adesso sembra che la stessa politica del rinvio si sia inceppata.

 

Ruffini a Telefisco: nuove regole per svuotare il magazzino dell’Agenzia della Riscossione

Dalle dichiarazioni del Ministro Gualtieri l’ipotesi di una nuova pace fiscale appare non così tanto verosimile anche se il dibattito è in corso. Lo stesso Ernesto Maria Ruffini intervenuto anch’egli al convegno di Telefisco 2021 ha espresso la sua perplessità che una nuova rottamazione delle cartelle possa diminuire il volume del magazzino ruoli che, negli ultimi venti anni, ha accumulato mille miliardi di crediti non riscossi e per lo più inesigibili perché riferiti a soggetti falliti, defunti e nullatenenti.

La prima rottamazione ha contribuito allo stralcio per 12 miliardi, la seconda e la terza hanno contribuito per 36-37 miliardi, mentre con il saldo e stralcio si sono contabilizzati 32 miliardi. Si tratta di numeri ben lontani da quelli dei crediti affidati dagli enti impositori all’Agenzia della Riscossione negli ultimi 20 anni. Secondo il Presidente dell’Agenzia delle Entrate l’intervento sulla gestione della riscossione deve essere più corposo sesi vorrà svuotare il magazzino eprocedere in maniera efficace al recupero dei crediti ancora riscuotibili.

Senza un intervento del Governo l’Agenzia delle Entrate si trova costretta a riprendere l’attività della riscossione con grande spreco di risorse. La soluzione viene indicata da Ruffini nella ridefinizione di una tempistica che vada dai 3 ai 5 anni (anziché 20), come accade negli altri Paesi, dopo la quale i crediti non riscossi ritornino agli enti creditori.  Solo così si potrà evitare la formazione di un nuovo magazzino di crediti. Ma secondo il Ministro questa è una valutazione che dovrà fare il Parlamento.

Dall’inizio della pandemia necessità e urgenza hanno scandito la vita sia dei cittadini che dell’Esecutivo. Di certo la crisi di governo sta incidendo sul rispetto delle tempistiche ma difronte alla crisi pandemica  non ci devono essere indecisione e approssimazione perché la posta in gioco è troppo importante e improrogabile.

Se sei interessato alle novità della Transazione Fiscale 2021, leggi qui

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