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Ancora aperto il dibattito dell’esecutivo ma le sospensioni fiscali non saranno per tutti

Dopo gli ultimi tre decreti “ristori” il Governo sta elaborando una manovra fiscale per approvare lo slittamento delle scadenze fiscali di fine anno che dovrebbe arrivare con il Decreto Ristori Quater.

Dopo il voto favorevole sugli 8 mld di euro di scostamento di bilancio approvato il 26 novembre, tra le ipotesi  all’esame dell’Esecutivo c’è lo stop fino al 30 aprile 2021 alle tasse per le imprese e le P.IVA che hanno registrato una perdita di fatturato e di ricavo a causa della pandemia da Covid-19. Il nuovo decreto riaffermerà per dicembre le sospensioni già stabilite per il mese di novembre nelle zone rosse e introdurrà un’ulteriore sospensione fiscale:  le misure riguarderebbero un rinvio degli acconti fiscali in scadenza il 30 novembre (Irpef, Iras e Irap), dei versamenti del 16 dicembre (IVA,addizionali, ritenute) e dell’acconto IVA annuale del 27 dicembre.

Per quanto riguarda gli acconti di novembre per imprese e autonomi si parla di un mini rinvio, di poco respiro, al 10 dicembre 2020 ma sul tavolo della discussione si ventila la possibilità di una cancellazione. Le agevolazioni non riguarderanno però tutti. Oltre ai rinvii già decisi per i soggetti ISA e predisposti dal Decreto Agosto e dal Ristori Bis, per le scadenze di novembre il rinvio dovrebbe riguardare le imprese fino a 50 mln di euro di fatturato e con un calo di fatturato di almeno il 33% tra il primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo nel 2019.

Per queste imprese il termine per il versamento della seconda o unica rata d’acconto delle imposte sui redditi  e dell’Irap sarà prorogata al 30 aprile 2021. La stessa proroga sarà prevista per le imprese non interessate dagli ISA, a prescindere dai requisiti di ricavo e calo di fatturato, che operano nei settori economici indicati nei due allegati del Ristori Bis nelle zone rosse e peri ristoratori nelle zone arancione.

Per quanto riguarda le sospensioni di dicembre il rinvio si applicherebbe anche a chi ha iniziato un’attività dopo il 30 novembre 2019 se si è verificato un calo di fatturato del 33% nel novembre 2020 rispetto a novembre 2019 e se non si sono avuti ricavi non superiori a 50 mln di euro. Il termine di sospensione per le scadenze IVA e per le ritenute di dicembre  in questo caso sarebbe il 16 marzo 2021. Per le imprese in zona rossa e arancione la sospensione ci sarà a prescindere dal limite del calo di fatturato e dei ricavi.

Ma restiamo nel campo delle ipotesi che, laddove verranno confermate,dovrà comunque fare i conti con il continuo cambio di colore delle zone e delle regioni.

Tra le novità, tanto attese, è prevista anche la proroga delle rate della Rottamazione Ter e del Saldo e Stralcio al 1° marzo 2021 proprio per evitare che chi ha aderito alle definizioni agevolate si veda costretto  a versare gli importi scaduti e non pagati, nel periodo di sospensione, entro il 10 dicembre.

Sulla nuova sospensione della pace fiscale è però ancora aperto il dibattito in merito alle coperture necessarie per coprire il mancato incasso dell’Agente della Riscossione. Per avere notizie certe non ci resta che aspettare le decisioni del Consiglio dei Ministri che dovrebbe riunirsi tra domenica e lunedì per varare il Decreto Ristori Quater.

Inoltre, come ha annunciato Laura Castelli Viceministra MEF, con un post sul suo profili Facebook, sono in cantiere nuovi interventi per quanto riguarda la Riscossione: per far ripartire le rateizzazioni decadute della precedente rottamazione, per la cancellazione dei crediti inesigibili,per attuare meccanismi si semplificazione nei rapporti tra Imprese e Fisco e per l’approvazione di una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali per i carichi iscritti a ruolo dal 2018 il 2020.

La Castelli non fornice tempistiche e modalità precise sulla nuova Rottamazione Quater ma ne sottolinea la necessità per “ridimensionare la crisi e le difficoltà che hanno imprese e autonomi”. Molto probabilmente occorrerà aspettare il 2021 e attendere un prossimo Decreto Ristori 5.

Aldilà del fatto che la proroga delle rate della Rottamazione Ter e del Saldo e Stralcio sarà accolta con grande approvazione dai contribuenti,che potranno avere più tempo per far fronte ai versamenti scaduti, si tratterà pur sempre del semplice rinvio di qualche mese di una bomba ad orologeria che rischia comunque di esplodere a breve vistala forte crisi di liquidità in cui versa l’imprenditoria italiana a causa  dei lockdown  innescasti dell’emergenza epidemiologica. Più che di sospensione si sarebbe dovuto parlare di un ulteriore stralcio dei debiti o di cancellazione vera e propria.

Anche il rinvio delle altre scadenze fiscali, pensato non per tutti, lascerà a bocca asciutta moltissime imprese, dipendenti e pensionati. Si profila un disastro annunciato che avrà forti ripercussioni nel contesto sociale e che lascia intravedere la protesta, spesso purtroppo non pacifica, di tutti coloro che si sentiranno emarginati e dimenticati dallo Stato. L’augurio più grande che possiamo farci è che il Governo tenga conto dell’esigenze di tutti,nessuno escluso.

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